19240 - DELFINO Domenico ( ma de la Torre Alfonso) - Sommario di tutte le scientie dal quale si possono imparare molte cose appartenenti al vivere humano & alla cognition dè Dio.
A cura di Francesco Iavarone
Ultima modifica: 21/03/2010

Libri antichi

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Scheda descrittiva


Catalogo : int Codice Libro: 19240
Argomento : 1500 Letteratura spagnola - edizioni del Giolito - testi scientifici - prime traduzioni italiane

DELFINO Domenico ( ma de la Torre Alfonso)

Sommario di tutte le scientie dal quale si possono imparare molte cose appartenenti al vivere humano & alla cognition dè Dio.
Venezia, appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1556.
8° (cm. 20 x 14) : pp. 28 non numerate (compresa la carta del frontespizio) + 268. Legatura in tutto cartonato cinquecentesco con titoli scritti in caratteri gotici sul dorso.

Descrizione: Il rivestimento della legatura è lievemente abraso al piatto anteriore, dove sono visibili i segni di un altro strato di copertura fatto con foglio tratto da un libro degli inizi del ‘500, la stessa tipologia di abrasione è al taglio alto del dorso, che soffre inoltre di piccole mancanze. Frontespizio restaurato con ottima controfondatura. Piccolo forellino di tarlo che parte da pag. 40 circa della dimensione di circa 1mm per raggiungere alle pag. 65-90 una dimensione massima di non oltre 3 millimetri. Tale lavoro di tarlo è limitato all’angolo interno alto delle pagine di testo, ben distante dai caratteri tipografici. Altro lavoro di tarlo maggiormente deturpante, ma che non lede mai alcun carattere tipografico, è situato nella stessa posizione della mancanza precedentemente riportata dalle pag. 157 alle pag. 223, tale mancanza partendo da un punto di non oltre un millimetro, raggiunge dalle pag. 172 a 211 una dimensione di circa 0,5 mm. ed è sempre limitata al taglio interno bianco del volume. Lieve arriciatura (dovuta ad una lieve presa di umidità che mai si tramuta in una gora o alone) al margine interno (attaccatura delle pagine) a causa delle mancanze dovute ai tarli; alcune pagine sono in parte lente alla legatura o staccate dal testo, dove sono presenti alcune bruniture dovute non all’umidità ma ad alcune pregresse presenze di “terriccio”, che è facilemte eliminabile senza alcun costoso procedimetno di restauro. Piccola macchiolina all’ultima guardia. Ad un raffronto con le segnature, in tal caso è opportuno consultare anche il registro presente all’ultima pagina , *I-IV, *I,II, poi da A a Q tutti quaderni ed R terno, non manca alcuna carta originale, dunque l’opera è stata pubblicata senza la pagina d’occh, nella numerazione dei registri è compresa anche la pagina di frontespizio, (una copia identica alla nostra per pagine è al fondo rari della bibl. Naz. Vittorio Em. III di Napoli). Nel complesso esemplare non in ottime condizioni ma nemmeno eccessivamente stanco. Stampa su carta robusta, margini tipografici di oltre 3 cm. per lato. Splendido frontespizio con titoli iniziali su 6 righe : Sommario (caratteri maiuscoli corpo 18)/ di tutte le scientie (caratteri maiuscoli di corpo 14)/ del magnifico M. Domenico (identici ai caratatteri precedent. descritti)/ Delfino nobile vinitiano (caratteri maiuscoli di corpo 12)/ dal quale si possono imparare molte (maiuscoletto di corpo 12)/ cose appartenenti al vivere humano & alla cognition di Dio (corsivo corpo 8). Alla base del frontesp.è impressa la marca tipografica incisa (cm. 11 x 13 ca) che riproduce una fettuccia al taglio alto dove sono proposti i caratteri “de la mia morte et de una vita i vivo” tale fettuccia è sagomata su una testa alata con fregi, al di sotto di tale fregio è proposta un’aquila ai cui lati sono riportati artisticamente arrampicati su decorazione vegetale quattro angeli, al centro, su una base (un’ anfora) con la scritta su fascetta “semper edaems” sono incise le iniziali G.G.F. In basso a fare da cornice al tassello con scritta “in Vinegia aprresso Gabriele/Giolito de Ferrari/MDLVI” due leoni alati con bordatura vegetale (tale marca tipografica è riportata nel catalogo di Zappella al n°534). Xilografati nel testo tutti i capilettera sono con doppia filettatura all’esterno, 8 capilettera di cm 1,5 x 1,5, 42 capilettera di cm 2,5 x 2,5, 3 capilettera di cm. 4 x 4 ed 1 capilettera di cm 3 x 3. Tutti i capilettera nitidamente incisi riproducono eleganti figure mitologiche. Nel testo (con lo stesso piombo) sono presenti anche 3 testatine (cm 3 x 14 ca) di richiamo mitologico e qualche finalino di piccole dimensioni. Dedicatoria inziale in caratteri tondi di tipo Garamond di ottima fattura (corpo 8 -10 ca), l’indice è su due colonne in nitidi e piccolissimi caratteri tondi. Il testo è in eleganti caratteri corsivi simili per inclinazione e per composizione ad i caratteri del “de rustica” pubblicato da Manuzio del 1514 con l’ultima versione dei caratteri del Grifo. I caratteri del “Sommario” differiscono evidententemente sia dai caratteri aldini che da quelli successivi del Garamond per la congiunzione “&” i fusi furono probabilmente realizzati dai fratelli di Gabriel che operarono in collaborazione dal 1550. Di derivazione aldina sono anche i finali con composizione tipografica dei paragrafi ad incudine. Le pagine piene sono in 27 righe e 54 caratteri. Prima traduzione originale dell’opera a cura del letterato e poligrafo spagnolo Alfonso de la Torre Bacheller ( nato a Burgos e morto intorno al 1460) . La prima pubblicazione in lingua spagnola è documentabile con un incunabolo pubblicato nel 1480-83 a Barcellona. L’opera è tradotta in italiano da Domenco Delfino, cosi come riportato nel Brunet al vol. V, dove il curatore Ebert ritiene che quest’ultima non è altro che la traduzione in lingua italiana di Visyon deleytable, stampata a Siviglia postuma (1523) e dove per l’autore viene apposto il nome di Alfonso de la Torre. L’opera si divide in 24 capitoli , dove in maniera non sempre scientifica ed ortodossa sono trattate le materie dell’aritmentica, della geometria, della musica, dell’astrologia, della “figura”, per quest’ultima la natura dichiara all’intelletto l’ordine del mondo (sono i presupposti artistici dell’arte rinascimentale). Il repertorio del Riccardi definisce l’edizione del 1556 bella e rara. Bibliografia consultata : manca all’Adams, all’ STC, al Wellcom. In Riccardi vol. I pag. 402, Choix 6430, Graesse III 174, Brunet V 887, Palau y Doucet 342; Borsa Gedeon. Camerini, P.- Notizie sugli annali giolitani di Salvatore Borghi, Ascarelli, F.. . .la tipografia del ‘500 in Italia. Borgi, S.- Annali di G. de Ferrari . . .Roma, 1890-1895 pag 503; Toda y Guelle, E.- Bibliografia espagnola d’ Italia des origines de l’imprienta fin a la’n y 1900. Catal. 1927.


€ 750,00

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Traduzione in inglese a cura della Dott.ssa Agnese Rivieccio
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