Glossary
A cura di Fabio Iavarone
Lasto modification: 21/03/2010

Introduction:

232 Specific headwords, their significance and their linguistic origin are reported.

Abrasione: da "raschiatura" (da O. Targioni-Tozzetti, dizionario botanico italiano, Firenze, 1809); terminologia nel campo bibliografico: cancellatura ottenuta dal raschiare il testo da supporto scrittorio (la carta);

Acciaiatura: da accialare ( Savary- dizionario del commercio, Venezia, 1770). Nell'accezione bibliografica: operazione utilizzata allo scopo di rendere, nel procedimento delle incisioni su rame, le lastre più resistenti, ricoprendo queste ultime con un sottile strato di acciaio mediante elettrolisi.;

Acefalo: Libro o manoscritto privo dei primi fogli (frontespizio, antiporta, carte bianche). ;

Acquaforte (incisone all'): da intaglio d'acquaforte (Buonarroti, M.(il giovane), 1618.) Nell'accezione dell'arte grafica la tecnica consiste nel fissare un disegno sul metallo grazie alla morsura di un acido, allo scopo di riprodurlo su carta. Di solito come mordente viene utilizzato l'acido nitrico. La lastra che serve da matrice al disegno è un foglio di rame o di zinco, spesso di pochi millimetri, ricoperto da vernice protettiva. E' su questa pellicola che viene effettuato il disegno con una punta d'acciaio. In tal modo i soli solchi così tracciati saranno attaccati dall'acido e riceveranno l'inchiostro al momento di subire la pressione del torchio, operazione che avrà luogo dopo che la lastra sarà stata ripulita dalla vernice. La tecnica all'acquaforte può essere ulteriormente affinata per mezzo di ritocchi al bulino o alla puntasecca.;

Acquatinta: "incisione analoga all'acquaforte (Lessona, M. Valli, A.- dizionario universale di scienze, lettere ed arti. Milano, 1875). Nella terminologia artistica: il procedimento è simile a quello utilizzato nell'incisione all'acquaforte (vedi voce) con l'unica differenza della lastra che viene ricoperta da uno strato di pece greca o di granuli di bitume macinato; con questo procedimento, l'acido intacca la lastra producendo una granitura che in fase di stampa produce mezzi toni, sfumature e velature.;

Acronimo o abbreviazione: atto, effetto dell'abbreviare (Varchi, B nel 1565 circa). terminologia nel campo bibliografico: sigla formata da lettere, per lo più inziali di altre parole. Tali abbreviazioni sono utilizzate frequentemente in repertori bibliografici;

Acrostico: Componimento poetico che forma un nome o una parola determinata con le lettere iniziali lette dall'alto verso il basso (Buonarroti, F. nel 1698 circa).Terminologia nel campo biblografico: procedimento che veniva utilizzato spesso nel caso di componimenti che, dati i contenuti, dovevano passare criptati alla censura religiosa o politica.;

Addenda: termine di derivazione latina: "Aggiunta", nella sezione addenda di un volume vengono, di solito, elencate le omissioni del volume stesso.;

Altezza tipografica: nel campo tipografico sta a significare la distanza tra occhio e piede del carattere (vedi voci specifiche);

Anastatica: Detto di ogni procedimento che permetta di ristampare fedelmente l'originale, di derivazione inglese "anastatic" (da Garollo, G- piccola enciclopedia Hoepli. Milano, 1892-95). Sistema ideato dal tedesco Barlemuss (1844). Le prime ristampe anastatiche furono effettuate con un sistema di riproduzione litografico.;

Anepigrafo: Libro privo di frontespizio.;

Angolo -angoli: nella legatura di un volume sono le punte dei piatti (vedi voce) della una copertina di un volume, sono utilizzati per arrichire l'eleganza artistica di legature in pelle o pergamena.;

annali - annali tipografici.: narrazione di avvenimenti storici ordinata, distinta anno per anno , storia, memorie storiche (da G. Boccaccio, 1348-53). Per annali tipografici. Opere "documentate dei tipografi", divise anno per anno.;

Anonimo: voce di derivazone greca "an-ònyma"; senza nome, sconosciuto (da Salvini, A.M. nel 1726). . Nella terminologia del campo bibliografico si sottintende la parola "autore". Nei cataloghi alfabetici le opere anonime sono indicizzate per titolo. Esistono repertori bibliografici appositi di opere anonime e pseudonime.;

Antifonario: Testo che contiene quella parte della liturgia sacra che viene cantata durante le funzioni religiose.;

Antiporta: "pagina che precede il frontespizio(vedi voce) di un libro e contiene illustrazione o altro titolo (da G. Gozzi- "antologia veneta" 1900. Pag. 322.) "che sta innanzi una porta (il frontespizio)". (da Arlia, C.- dizionario Bibliografico, 1892).;

Antologia: raccolta di composizioni scelte (da Redi, F.- nel 1628). Parola di derivazione greca Anthologia: raccolta di fiori, dalla quale la derivazione di: florilegio e crestomazia che sono sinonimi di Antologia.;

Apocrifo: "detto" di un testo falsamente attribuito ad un' epoca o ad un autore (Varchi, B.- 1565 circa) dal greco Apokryphos: nascosto, segreto.;

Apografo: Manoscritto non autografo, ma copia dell'originale.;

Apparato critico: Nell'edizione critica , il complesso delle annotazioni., correzioni e varianti.;

Appendice: parte aggiunta ad un'altra (da Sant'Agostino XIII sec. ca.) . Nelle opere, principalmente, a carattere scientifico o medico, parte aggiunta al testo principale, dove di solito sono inserite: tabelle, tavole fuori testo , etc. Oppure: volumi di aggiornamento di opere di carattere enciclopedico.;

Approvazione: Consenso (da Guido delle Colonne volgar. Inizio sec. XIV) , nella terminologia bibliografica il termine assume anche il sinonimo di Licenza. Sono i permessi che un tempo i R. Revisori della Curia ecclesiastica o del santo Uffizio davano prima che di stampare o pubblicare un'opera. Di solito le "approvazioni" si trovano all'inizio o alla fine di un libro, il termine si antepone alla dicitura "Con licenza dè superiori";

Arabesco: decorazione a motivi stilizzati senza figure umane. (da Annibal Caro, verso il 1556). Di solito gli arabeschi sono utilizzati come finali o testate tipografiche (vedi voci) o sono impressi in oro o a secco (vedi voce) sulla legatura;

Arma: Stemma, insegna (da Compagni, D.verso il 1310-12). Di solito vengono riportati sulla legatura o sui frontespizi dei volumi, e stanno a significare l'appartenza dei volumi a casati nobiliari o ordini ecclesiastici. Vedi anche Arme. Sign. Arcaico.;

Asola: occhiello (da Oudin 1663) Nella terminologia utilizzata per le legature sta a significare: foro del fermaglio o della bindella (vedi voce) da agganciarsi al bottone o tenone (vedi voci) fissato sul piatto (vedi voce) opposto;

Astuccio: Si intende per astuccio, il contenitore a forma di libro aperto ad uno dei quattro lati, col dorso che richiama il materiale utilizzato per la legatura del libro.;

autobiografia: narrazione della propria vita (da M.A. Marchi- dizionario tecnico-etimologico-filologico. Milano, 1828-29);

Autografo-autografia: scritto di mano dall'autore (da Targioni Tozzetti, G. 1769), termine di derivazione francese. Nel significato di autografia: Arte con cui si trasporta scritto o disegno autografo dalla carta su pietra, al fine di poterne tirare più copie per via di stampa (da Diz. Pol. 1849).;

Avvicinamento: Voce tipografica: Distanza tra i due lati vicini di caratteri tipografici (vedi voce) affiancati;

Barba oppure comunemente barbe: nella terminologia adottata nel campo bibliografico e tipografico sta a significare: ineguaglianza dei tagli (vedi voce) dei libri .Con le pagine, volutamente, non rifilate. Nell'accezione artistica del termine: sono dette barbe le sbavature e i filamenti residui che si trovano ai margini del solco del bulino (vedi voce: incisione");

Bazzana: dal volg. Batàna : fodera; "pelle assai morbida di pecora, usata per rilegare i libri" (una citazione precisa è di G.B. fagiuoli nel 1742 circa). Nell'accezione più comune del termine nel campo della legatoria si intende una fodera ai piatti (vedi voce) di pelle di montone parzialmente conciata;

Bestiario: Libro o manoscritto in cui si parla di animali.;

Biblio: per daniele: tutti i termini che iniziano per biblio sono di origine greca da Biblion. Stricia di papiro;

Bibliofilo: amatore, conoscitore, ricercatore e collezionista di libri (da D'alberti di Villanuova, F.- Dizionario universale, critico, enciclopedico della lingua italiana. Lucca, 1797-1805);

Bibliografia: tecnica dela descrizione sistematica e catalogazione dei libri (da d'Alberti di Villanuova- dizionario universale critico, enciclopedico della lingua italiana Lucca 1797-1805);

Bibliografo: esperto di bibliografia;

Bibliomane-bibliomania: mania di ricercare e collezionare libri, specialmente rari e antichi ; chi dimostra bibliomania.Termine di derivazione francese (da D'Alb. Opera cit. 1797);

Biblioteconomia: L'insieme di norme che regolano il funzionamento delle biblioteche. ;

Biffare: porre in bando,dal termine di origine longobarda Wiffa: segno di leggittimo possesso. Nell'accezione artistico incisoria: Operazione con cui si traccia un segno su di una lastra incisa per impedire la riproduzione di ulteriori copie;

Bindella: fettuccia, nastro (da T. garzoni nel 1585) termine di origine germanica e longobarda: Bindan trad. in legare. Nellla terminologia della legatoria: Nastro o legaccio fissato ai piatti della copertina per permettere l'apertura e la chiusura di un volume;

Bodoniano, Bodoniana: Termine che indica le edizioni di Bodoni, ma anche i caratteri tipografici e le tipiche legature ideate dal grande saluzzese.;

Borchia: capocchia ornamentale di chidi usati per fissare cuoi (sic!) e tessuti su mobili , oggetti di arredamento e sim. (da A. Firenzuola 1643 ca) nell'accezione della terminologia utilizzata per la legatoria: protezione metallica posta sulla coperta di un volume allo scopo di arricchire ed impreziosire la legatura oltrechè di proteggerla da sfregature o danni;

Bottello vedi tassello: ;

Bouquiniste: Termine francese che indica il rivenditore di libri in genere "vecchi". Famosissimi, a Parigi, quelli del Lungosenna, celebri, un tempo, per gli affari incredibili che vi si potevano fare (ma molte erano, probabilmente, leggende). ;

Bozza: prima stesura di un lavoro (da Machiavelli 1511) ; prova di stampa di una composizione tipografica ( di solito stampata al solo verso. N.d'A.) usata dall'autore e dal correttore per correggere eventuali errori (D'allb- dizionario etc. 1797);

Brossura o brochure: Termine di derivazione francese: brochure, quest'ultimo da brocher : legare. (documentato in Francia dal 1718) nell'accezione del campo della legatoria:Tipo di legatura (vedi voce) in cui la copertina è di semplice carta pesante (Panz.-Dizionario, 1935).;

Bruco o portanastri: nel campo della legatoria sta a significare il cordoncino al quale vengono cuciti nastri di vario colore, usati come segnalibri;

Brunitoio: nel campo artistico-incisorio sta a significare: uno strumento utilizzato per modificare o cancellare segni precedentemente effettuati sulla lastra con il procedimento della mezzatinta. Lo strumento è in acciaio temperato.;

Bulino: dal Longobardo Boro: succhiello. Piccolo arnese in acciaio con punta tagliente per incidere i metalli (da Vasari, G.- Vite dè pittori, 1550 cap. XXXIII).. Con questo procedimento l'incisore intaglia direttamente la lastra metallica senza l'ausilio di acidi e mordenti.;

Calco e calcografia: Copia di un disegno ottenuta calcandone i contorni (Arnerini, G.B., 1587); "calcografia" di derivarzione greca "Calkos (rame)" e grafia: scrittura. Procedimento a stampa a mezzo di matrici in rame incise in cavo (da G. Vasari, 1550);

Cammeo: Medaglione intarsiato o applicato al piatto incerte legature rinascimentali. ;

Campo: nella terminologia delle arti legatorie indice la zona centrale del piatto.;

Capitello: Bordatura di tessuto o di pelle applicata al dorso (vedi voce) di un volume rilegato (da F. Redi, 1698);

Capolettera: Iniziale (vedi voce) di un capitolo e di un paragrafo. La derivazione del termine capolettera trae origine dai codici miniati, dove il capolettera, normalmente denonimato "iniziale" era decorato a mano.;

Carattere tipografico: "segno" e in particolare lettera dell'alfabeto (da Cecco d'Ascoli 1327 ca: Carattula). Piccolo parallelepipedo di metallo (generalmente piombo) , un estremità del quale porta incisa una lettera che serve alla stampa. I primi caratteri mobili furono utilizzati per la Bibbia ad opera di Gutemberg (1450 ca). La terminologia specifica nel campo tipografico riporta per indicare le parti di un carattere tipografico: occhio, spalla, piede, forza di corpo, avvicinamento, tacca, altezza e spessore (vedi singole voci). I primi caratteri tipografici furono modellati su scritture utilizzate nei codici scritti a mano; Cancelleresco: dalle scritture della cancelleria romana e dalle scritture in uso nelle case reali italiane; Corsivo: di derivazione cancelleresca ha le componenti dell'occhio (vedi voce) inclinate da destra verso sinistra; Gotico: di derivazione germanica, è caratterizzato dalla spezzatura delle curve e dall'angolosità del tratto; Lapidario: di derivazione dalle iscrizioni romane; Romano: originario dai tipografi Pannartz e Schwanheim. Successivamente sono stati ideati ed adoperati, caratteri di origine prettamente tipografica, quali tra i più rinomati: aldino: carattere corsivo italico introdotto da Aldo Manuzio il vecchio, per la prima volta nell'edizione del Virgilio del 1501.; Baskerville: ideato, disegnato ed adoperato da Johan Baskerville (1706-1775) ; Bodoni: incisio da Giambattista Bodoni, tipografo editore Parmense, fu l'ideatore di oltre 250 diverse tipologie di caratteri, Il suo "carattere bodoni" è facilmente distinguibile per la semplicita ed il nitore, Didot: carattere ideato da Firmin Didot( 1764-1836) , simile al carattere bodoniano; Elzeviro: carattere a stampa utilizzato dagli elzevier (tipografi olandesi attivi dal 1583 al 1713), tale carattere è di derivazione dal romano antico, caratteristica degli elzeviri e la particolare numerazione in numeri Romani. Garamond: Tipo di carattere inciso da Claude garamond (1499-1562) fonditore parigino. Sono numerosissimi, in specal modo nel XX secolo, gli ideatori di nuovi caratteri tipografici.;

Carta: foglio sottile , flessibile, adatto a vari usi, che si ottiene macerando e riducendo in pasta umida sostanze fibrose (la prima menz. È di B. Latini, 1294 ca). Dal latino Charta. Nel campo bibliografico, librario e tipografico sta ad indicare il foglio, vale a dire le facciate recto e verso. Con la produzione libraria si sono diffuse nei secoli numerose tipologie di carta pregiata quali; a mano: utilizzata dalla metà ottocento, dunque dalla comparsa sul mercato di carta di produzione meccanica, per le edizioni di pregio. Collata: trattata con collatura vegetale; Giappone: carta di fattura solidissima e fabbricata con piante locali (gampi e mitsumata), la colorazione va dal color avorio fino al grigiastro,la carta giappone è utilizzata , in special modo in Francia, per le edizioni di pregio, tale carta è validissima per incidere supporti iconografici; Fabriano: La città di Fabriano fu il primo luogo di produzione della carta in Italia, tale carta è di grande qualità, ed è ottenuta con paste di prima scelta collate con gelatina.Olanda: carta composta da stracci di qualità , è utilizzata per edizioni di lusso; Patinata: carta rivestita da una patina che consente di avere una superfice piana e levigata, e quasi sempre lucida. Pergamena, pergamenata: si ottine mediante il procedimeto chimico una qualità della carta simile alla pergamena naturale.;

Cartiglio: Motivo ornamentale raffigurante un rotolo di carta in parte svolto, spesso sorretto da una figura e contenente un iscrizione (da G. Vasari menz. In vite dè pitt. 1550). Il cartiglio fu dapprima, nel periodo medievale, utilizzato come mezzo esplicativo per figure o rappresentazioni simboliche, poi, con l'avvento della stampa fu utilizzato per lo stesso scopo ma per descrivere, usualmente, le carte geografiche.;

Cartonato: dicesi del libro che ha la copertina in cartone.;

Catalogare- catalogo - catalogazione: di origine greca. Katalogos (ordinare) da katalegein: scegliere. Voce Catalogo: elenco ordinato di nomi ed oggetti (menz. Da B. Giamboni nel 1292) Nell'accezione specifica bibliotecaria si intende: Elenco di notizie bibliografiche, creato (per i cataloghi delle biblioteche) secondo principi uniformi.;

Centone: Complesso di varie opere o frammenti di queste. Non è detto che abbia un significato dispregiativo. ;

Cerniera: Attaccatura interna tra i piatti ed il volume;

Chagrin: Francesismo, traducubile in italiano con la parola "zigrino": pelle d'asino, mulo o capra, utilizzata nella legatura delle copetine di un volume;

Chiosa vedi nota: ;

Cinquecentina: volume stampato nel XVI secolo; da "Cinquecentesco" : del sedicesimo secolo (menz. In G. Baretti nel 1758);

Clichè: Parola francese di origine onomatopeica. Lastra metallica incisa con processi fotochimici per la riproduzione tipografica di disegni, testi, e fotografie. (menz. Da A. Manzoni nel 1837);

Clipeo: voce dotta dal latino Clipeum e di probabile origine etrusca. Nell'accezione generale del termine: scudo di rame grande e rotondo (menz. Da I. Nardi nel 1547). Termine derivato dall'arte bizantina (in pratica un cerchio dove veniva riprodotta l'icona del cristo imberbe), nell'accezione puramente legatoriale o incisoria, sta a significare un icona (qualsiasi) riprodotta in un medaglione rotondo (nella legatura di un libro il clipeo lo si trova sul piatto anteriore).;

Codice: dal latino codice (m) (da caudice (m): tronco d'albero, poi tavoletta su cui si scriveva. Libro manoscritto (da Biblia volgar. Nel XIV sec. ca).;

Collana: serie di opere con caratteristiche comuni, pubblicate con la medesima veste tipografica dallo stesso editore (Menz. T. Porcacchi, 1569) ,termine di derivazione metaforica dal paragonare la "serie di opere letterarie" ad una serie di gioielli legati insieme (cfr. n°21 e 22. Di Lingua nostra 1970);

Collazione- collazionare: voce di origine latina Collatione (m) da Collatus; part. Pass.di conferre: portare insieme. "Confronto, comparazione" (menz. Da M. Villani nel 1363 ca). Nell'accezione bibliografica il termine indica: operazione atta a rilevare gli aspetti fisici o materiali del libro a stampa. Formato (vedi voce), registro (vedi voce), pagine, etc.;

Colophon: dal greco Kolophon: estremità. Annotazione posta alla fine di un volume, nella quale è indicato l'autore, il titolo dell'opera, il luogo e la data di pubblicazione. Il primo volume stampato con il C. fu il salterio di Magonza. Fino ad inizio del XVI secolo, i volumi stampati non riportavano il frontespizio (vedi voce) e le note complete erano situate appunto al C. Oggi ancora in uso per ogni pubblicazione stampata (di solito sui libri moderni, si preferisce usare l'accezione, "note tipografiche");

Composizione tipografica: Si chiama così, in tipografia, l'operazione di accostare le varie lettere per formare parole e frasi. la si è fatta a mano per secoli, ma oggi si usano anche vari macchinari.;

Contrafforte- contrafforti: rinforzo del dorso (vedi voce);

Coperta o copertina: "Cartone che copre il libro rilegato" da "Coverta" (menz. 1322, Breve dell'ordine del mare di Pisa). Nell'accezione più moderna del termine: parte della legatura (vedi voce) che riveste piatti (vedi voce) e dorso (vedi voce);

Copyright: diritto di autore (parola Inglese);

Cornice: ciò che delimita, abbellisce o mette in risalto qualche cosa, anche figurata (da Tommaseo, N.- Bellini, B.- dizionario della lingua italiana. 1865). Nell'accezione specifcamente tipografica: Fregio decorativo che inquadra alcune pagine dei manoscritto o dei libri a stampa.esistono due tipologie di cornici: aperta e intera.;

Corpo (tipografico): carattere tipografico (da D'alb. 1797). Più specificamente: lo spessore del fusto di un carattere;

corpus: raccolta completa ed ordinanta di opere lettrarie, giuridiche e simili (da A. Panzini, dizionario moderno, 1905). Parola latina.;

Corregiuola: striscetta di nastro sulla quale si cuciono i fogli del libro, e quindi si incastrano al cartone della copertina;

Costola: (Dorso di un libro da N. Tommaseo, 1841) più specificamente è l'attaccatura esterna tra i piatti ed il dorso;

Crolologia: ordinamento in successione di tempo di determinati avvenimenti (menz. Da V. Borghini nel 1580);

Cromolitografia: Litografia a colori (da Tommaseo- Bellini, dizionario della lingua italiana, 1865). Sistema di riproduzione litografica ideato da G. Engelmann nel 1837, tale sistema consiste nel sovrapporre immagini tracciate in diversi colori e su diversa matrice su di un singolo foglio, allo scopo di ottenere sfumature cromatiche.;

Cul-de-Lampe: Si dice così di alcuni finalini (v.), che hanno un tipico disegno che ricorda l'impronta del piede di una lampada.;

Data: Anno di pubblicazione del volume;

Dedicatoria: dedica di un libro ad una persona (Menz. Da F. Doni 1574) dal latino de-dicare: dire solennemente. Di solito la dedicatoria viene posta all'inizio di un'opera, i libri fino al XVIII secolo erano di solito dedicati a persone che ricoprivano cariche illustri.;

Dentelle: voce francese corrispondente al termine italiano "merletto" velo o tessuto a punti radi, a nodo ed intrecci svariatissimi, utilizzato di solito per ornamento (menz. In G. di santa Maria 1687). Nell'accezione libraria è un termine legato alle copertine di un libroe più specificamente è l'ornamento che si trova sui piatti (vedi voce) e particolarmente ai bordi esterni della copertina.;

Didascalia: dal greco didaskalia: istruzione, insegnamento. Nel campo librario sta a significare Titolo (inteso come titolo di un'opera, dei capitoli, dei paragrafi, etc.);

Dispensa o fascicolo: numeri di una pubblicazione periodica (da U.Foscolo,1814). Termine di derivazione francese fascicule si diffonde in Italia dall'inizio del XIX secolo;

Dorato: Per quanto riguarda un libro, corrisponde all'estremità delle pagine, tagliate e pari, decorate in oro;

Dorso: striscia che unisce i due piatti di una copertina di un libro (da D'alb. 1797);

Duerno: Foglio di stampa di due carte, complessivamente 4 pagine o facce;

Editio princeps: La prima edizione di un testo a stampa.;

Editore: derivato dal verbo "editare", dal latino edere: dar fuori. si intende per editore: "studioso che cura la pubblicazione di un opera altrui" oppure "chi pubblica libri, riviste e sim." (da L.A.Muratori, 1750);

Edizione: "pubblicazione di un'opera nuova o di successivi rifacimenti di essa, in un certo numero di copie (menz. Da T. Tasso nel 1575). Nel campo librario esistono diverse denominazioni specifiche del termine edizione tra le quali: D'autore. Edita a spese dell'autore; purgata. Dove sono tagliate dalla censura le parti più oltraggiose; Bilingue: testo edito in lingua originale e traduzione a fronte; integrale: Edizione senza tagli censori. In brossura: edizione con la legatura in carta o cartoncino leggero (vedi voce brossura); ad personam : edizione dove ogni copia pubblicata e dedicataa ad una singola persona; anastatica: edizione che ripododuce in facsimile un'edizione precedente; ancipite. Edizione senza note tipografiche; anonima: edizone nella quale non viene pubblicato l'autore; critica: edizione che, attraverso un lavoro di ricostruzione documentatodall'apparato critico tende a presentare il testo di un opera nella forma più simile a quella concettualizzata dall'autore; Fuori commercio: edizione non messa in vendita; figurata: edizione con figure ; limitata: edizione in un ristretto numero di esemplari; di lusso: edizione rivolta agli appassionati bibliofili, particolarmente curata in tutto il suo apparato estetico.Numerata: edizione limitata a copie numerate progressivamente. Originale o prima edizione o editione princeps: Prima pubblicazione di un'opera a stampa riproducente il manoscritto dell'autore o il testo da lui approvato. Postuma: edizione pubblicata dopo la scomparsa dell'autore;;

effemeride: libro nel quale un tempo si annotavano i fatti che accadevano girno per giorno (da efemeride menz. Da S. Speroni nel 1588) voce di derivazione greca da: Ephemeris ; Epi (con valore distibutivo) hemera (giorno);

Elzeviro: carattere tipografico di stile romano utilizzato dai tipografi Elzevir di Amsterdam, oppure: articolo d'argomento artistico, storico letterario che un giornale pubblica in apertura di terza pagina (da Panzini, dizionario etc., 1931) . La seconda accezione del termine prende origine dal carattere tipografico degli "elzevir" con il quale venivano stampate le III pagine del giornale.;

Epitome: Compendio di un'opera vasta (menz. Da P. Collenuccio nel 1504) . Termine derivato dal verbo epitomare: compendiare. Voce di derivazione latina. Epitome(m) da epi-temnein: tagliare in superficie;

Erbario: volume in cui sono descritte piante , soprattuto medicinali e le loro proprietà (da P. Mattioli 1577);

errata corrige: tavola che segnala gli errori di stampa di un libro, inserita in esso (da D. Bartoli 1655).;

Esemplare vedi anche libro: copia di un documento, nel caso particolare di un documento a stampa. Al termine esemplare si sottindendono numerose definifioni specifiche, tra le quali: con Barbe (vedi voce barbe); dorato (vedi voce dorato); infinestrato: esemplare restaurato con rinforzi in carta ai margini esterni dei fogli; interfoliato: esemplare dove tra due fogli stampati sono stati inserite due carte bianche; intonso: esemplare ancora non rifliato al margine, o più specificamente esemplare ancora non aperto alle attaccature esterne dei fogli, dunque esmplare mai utilizzato per studio o per lettura. Mrginoso: esemplare che ha larghi margini bianchi intorno al testo stampato; membranaceo: esemplare scritto o stampato su pergamena;;

Estratto: riproduzione di un atto o di un documento pubblico (menz. Da M. Ricci, 1610 ca) dal latino extrahere: trarre fuori.;

Ex-libris: voce latina che tradotta letteralmente significa: dai libri di . Nell'accezione più specifica del termine: nota scritta o cartellino incollato nell'interno della copertina o sul frontespizio, indicante il nome o le inziali del proprietario, spesso con fregi e motti (da C. Lozzi, 1881).;

Fac-simile: Imitazione o copia esatta, impressa o incisa, di scritto, o normalmente riproducente manoscritti. Voce pseudolatina di provenienza Inglese (vedi W. Scott);

Faccia vedi pagina: ;

Fascetta editoriale: La striscia di carta che nelle edizioni moderne si può trovare sopra la copertina, con indicazioni varie sul contenuto di un libro, i premi vinti, il successo ottenuto ecc.. ;

Fasci: Nel campo legatorio: filetti (vedi voce) paralleli impressi utilizzando una sola rotella;

Fermaglio: borchia di pelle o di metallo utilizzata per chuidere i piatti di un libro dal lato esterno al dorso;

Ferro ( legatura ai ferri): si intende per ferro lo strumento metallico usato per imprimere decorazioni a secco sulla copertina di un libro.;

Filetto: nell'accezione legatoria è il motivo decorativo ottenuto con l'uso della rotella (vedi voce).;

Filigrana: marchio, disegno, che si rivela osservando in controluce un certo tipo di carta. (da Fanfani-Rigutini, vocabolario 1882). La carta utilizzata per la stampa dei volumi fino all'inzio del XIX sec., dunque fino all'avvento della carta di produzione meccanica, riportava quasi sempre l'insegna filigranata della cartiera che la produceva.;

Finalino: Sono le decorazioni, le linee, ed i caratteri ornamentali, posti a fine di un capitolo, o di un libro;

Fioritura: macchia di umidità, ossido e sim. (Da G. Targioni Tozzetti 1769).;

Foderare- fodera: termine utilizzato nel restauro delle carte di un libro, quando si rafforzano tali carte con fogli di carta impastata;

Foglio: pezzo di carta di formato, spessore e dimensioni variabili per usi diversi (menz. Nel 1313 da C. Angiolieri) in particolare pagina di stampa (menz. Da T. Tasso 1591). Dal latino foliu(m): foglio;

foglio di guardia o sguardia: foglio bianco, o decorato (talvolta marmorizzato) inserito tra la legatura di un libro ed il libro stesso.;

Fondo: nel campo bibliotecario: In biblioteca, un insieme di documenti, riuniti per la loro omogeneità di argomento o provenienti da una stessa donazione.;

Forma e formato: Nell'accezione tipografica: cavità racchiusa da pareti regolabili e dalla matrice, in cui si immette la lega fusa per ottenere caratteri mobili, linei intere, stereotipe (menz. Da T. garzoni, 1585). Nell'accezione bibliografica per forma si intende la dimensione del libro secondo la piegatura dei fogli. Formato: dimensione fisica del libro, le dimensioni prendono il nome dalle piegature dei fogli di carta . In folio: oltre 38 cm.; in 4° da 28 a 38 cm; in 8°: da 20 a 28 cm.; in 16°: da 15 a 20 cm.; in 24°: da 10 a 15 cm; in 32°; in 64°, in 128° etc.;

forza di corpo o corpo: nella termnologia tipografica. Distanza massima tra la pare inferiore e superiore delle lettere (la dimensione di queste ultime).;

Fototipia: procedimento meccanico nel quale, dalla negativa fotografica, si ricava la matrice su lastra di metallo sensibilizzata (da Tommaseo- Bellini 1861) parola di derivazione greca "Photo". Luce.;

Fraktur: La forma più diffusa di alfabeto gotico.;

Frate: pagina di foglio rimasta in bianco per inavvertenza del tipografo;

Fregio: Ornamento, termine utilizzabile sia nell'accezioone legatoriale, sia nell'accezione dell'abbellimento estetico del supporto tipografico di un libro. Dal latino phrygium.;

Frontespizio: pagina all'inizio di un libro nella quale sono indicati l'autore, il titolo, le note tipografiche (da frontispicio menz. Da P. Sarpi nel 1619). Termine di origine latina (nel significato architettonico) da frontispicium: guardare;

Fustello: forma di filetti d'acciaio riproducenti una determinata sagoma con cui si incide e taglia carta, cartoncino, etc.;

Giornale: Pubblicazione periodica (qutidiana per definizione) che diffonde notizie, commenti e aggioranementi sugli avvenimenti più recenti ed importanti.;

Giustezza: La lunghezza della linea di composizione.;

Giustificazione: L'aggiunta di spazio intercalato (tra parola e parola) allo scopo di colmare perfettamente la giustezza della linea (in modo cioè da rendere le linee di stampa tutte uguali e perfettamente allineate sia a destra che a sinistra). ;

Glossa: vedi nota;

Gola: termine legatoriale.scanalatura, eseguita all'interno o all'esterno del piatto ,destinata ad accogliere il nervo per non produrne l'affioramento nella copertina;

Gora o alone: traccia di sudicio;

Gotico, carattere: E' il carattere tipografico usato in Germania fino al XIX secolo. Imita la scrittura gotica ed è usato in gran parte dei primi incunaboli.;

Graffa: nella legatura di un libro è una parte del fermaglio (vedi voce);

Grazie: I tratti terminali delle varie lettere.;

Imbrachettatura: intervento attuato sulla piega del foglio, per mezzo di stricie di carta, per equilibrare lo spessore del dorso e quello dei folgli del libro;

impaginazione: lavoro del tipografo che ordina i vari elementi di uno stampato formando le pagine (menz. Da G. carducci nel 1895);

Imprimatur: voce latina che in italiano significa letteralmente. Si Stampi. Formula della licenza di stampare un libro sottoposto all'autorita del censore religioso (da Tommaseo- Bellni, 1865);

Incipit: voce verbale latina premessa al titolo di un'opera negli antichi manoscritti e stampati, oppure inizio, primi versi di poesia, brano di prosa e sim. Voce latina che tradotta letteralmente significa: comincia;

Incisione: arte di disegnare in incavo su una lastra di rame o altro materiale per ricavarne delle riproduzioni a stampa (da Tommaseo Bellni, 1869). Dal latino in caedere: tagliare. Oltre che incisioni in cavo sono possibili anche inciasioni in rilievo;

Incorniciato: si utilizza il termine quando le pagine a stampa o le figure di un libro sono abbellite all'esterno da una cornice incisa. Termine utilizzato anche nel campo della legatoria quando la cornice è impressa sui piatti (vedi voce);

Incunabolo: libro stampato nel XV sec., quando l'arte della stampa era appena nata (menz. Da Minieri Riccio 1869) voce derivata da C. Van benghem nel 1688: Incunabula tipographyca. Di origne latina da cunae: culla;

Indice o mettere all'indice: elenco ordinato dei capitoli o delle parti di un libro per agevolarne la ricerca (menz. In L. Ariosto 1532). Mettere all'indice: porre un'opera nell'indice dei libri proibiti (vedi voce in Tommaseo Bellini);

Inedito: Testo mai pubblicato prima. ;

Iniziale o capolettera: lettera intesa come la prima di un libro, di un capitolo di un paragrafo. Talvolta le iniziali danno un notevole apporto alle qualità artistico tipografiche di un libro. Tra le diverse tipologie di iniziali, con valenza artistica troviamo: figurata: iniziale con lettera composta di personaggi o animali che stilizzati compongono la lettera; filigranata: inizialle inserita in arabeschi (vedi voce); fiorita: iniziale abbelllita da decorazioni vegetali; istoriata: quando all'interno dell'iniziale viene riprodotta una scena; decorata: inziale abellita da elementi ornamentali; parlata. Quando l'iniziale del testo, abbellita da una scena, riproduce in quest'ultima anche la visualizzazione iconografica del testo scritto; zoomorfa: lettera che riproduce le sembianze di un animale;

Insegna - insegna figurata: dal latino insigne. Contrassegno. Il "logo" di un tipografo, vedi anche marca tipografica;

Interfoliare: interporre, tra i fogli di un libro, fogli bianchi per aggiunte, correzioni, o a scopo protettivi nei rigurardi d'illustrazioni (Fanfani 1863);

Interlineatura: Spazio bianco intercalato fra le linee di composizione del testo. Serve a migliorare la leggibilità dello stesso.;

Intestatura: da intestazione: Titolo, intitolazione, inscrizione (Fanfani, voce di origine toscana);

Intonso: libro di cui non sono state ancora tagliate le pagine (da V. Monti 1809). Voce di derivazione latina da In (non) tonsum (tosato);

Labbro: superficie dello spessore dei piatti (vedi voce);

Lega tipografica.: E' un misto di piombo, antimonio e stagno. Serve a fabbricare i caratteri.;

Legatura: arte e tecnica di riunire insieme le varie segnature (vedi voce) di un'opera per costituire il volume e dargli una veste più elegante e duratura (menz. Da Alamanno Rinuccini nel 1499) dal latino Ligare: legare. Tra le legature di maggior pregio artistico utilizzate fino al XIX secolo troviamo: a Borsetta. Utilizzata per i volumi massimo in 16° (vedi voce) nel Xv e XVI secolo; a cammeo: utilizzata specie nel XVI sec. , su tale legatura è inserito un clipeo (vedi voce) sui piatti, a la Du Seuil: sono le legature nelle quali i patti sono incorniciati in una duplice o triplice filettatura, con stemma all'arme (vedi voce) inciso al centro del piatto e con angoli (vedi voce) decorati in oro. A secco: sono le legature senza impressioni cromatiche; alla cattedrale: sono le legature dove i motivi ornamentali sono stilizzati secondo i precetti del gotico; all'italiana: legatura in cuoio e fregi impressi a secco; alla francese: coperta in cartone con titoli e fregi inmpressi in oro al dorso; all'inglese: legatura in tutta tela. All'olandese: con pelle di scrofa dalla colarazone quasi bianca ed impressioni a secco; rustica: legatura in cartonato senza titoli; alle armi: dove sugli stemmi impressi ai piatti vengono riportati gli ornamenti del casato del possessore.;

Lemma: voce raccolta e spiegata in un vocabolario, in un enciclopedia e sim. Dal greco lemma (lemmatos) premessa.;

Libello: publicazione diffamatoria, spesso anonima ( Giovanni delle Celle 1396 ca). Dal latino liber (libro) ellu(m) (piccolo);

Libro: volume di fogli cuciti insieme, scritti, stampati o bianchi (da Livro: Fr. da Barberino 1313). Dal latino libru(M) che significava originarimamente: "le scorze anteriori, che sono tra il legno e il ruginoso. . . E perchè queste in latino si chiamano liber. . . (da T. garzoni). Tra le accezioni più utilizzate per il termine libro troviamo: Antico: libro stampato fino al 1800- 1830 periodo nel quale scomparvero, sia la carta fabbricata da stracci, sia i torchi a mano, per essere sostituiti da macchinari meccanici. , alla macchia: stampato di nascosto: a fogli chiusi o intonso (vedi voce), con barbe (vedi voce), figurato: con figure; proibito: erano tutti i libri messi all'indice dalla chiesa,;

Licenza: vedi approvazione;

Linotype: dall'inglese. Sistema di composizione tipografica e meccanica, che fornisce linee intere fuse in un unico blocchetto.;

Litografia: Sitema di stampa in cui le zone stampanti e non stampanti sono sullo stesso piano, differenziate da un trattamento chimico particolare (da G. Pecchio 1819) dal greco lithos: pietra (struttura sulla quale vengono approntate le litografie). Inventata nel 1796 da Senefelder . Viene utilizzata una pietra in calcare puro ricoperta da una pellicola, quindi viene disegnato il motivo con una matita grassa, poi sostituita dall'inchiostro tipografico, successivamente la pietra verrà bagnata , ed al passaggio del rullo risulteranno coperte le sole parti dove in precedenza era stato passato l'inchiostro, infine verra applcato il foglio pronto per la copia su carta dell'opera di composizione litografica.;

Luogo: si intende per abbreviativo di: luogo di stampa;

Maiuscolo: detto di qualsiasi scrittura i cui segni alfabetici siano compresi entro due linee parallele, senza aste che la oltrepassino in alto o in basso (Menz. Da G. b. ramusio 1554) , voce di derivazione latina.;

Mandorla: motivo ornamentale , che trae origine dall'arte figurativa e religiosa del medioevo, che per la forma ricorda una mandorla, nel medioevo veniva inserita al centro di tale ornamento la figura della Madonna (per lo studio dei simboli la mandorla rappresenta sia la femminilità, che la protezione dal mondo delle passioni. )Nell'accezione delle arti legatorie, la mandorla, quasi sempre riproducente un'icona religiosa, si trova al centro del piatto anteriore;

Mani scritte: Sono piccole mani che antichi lettori disegnavano sui margini del libro per segnalare l'importanza di quel particolare passo del testo.;

Marca tipografica: segno od emblema che i tipografi imprimono, di solito, sul frontespizio del volume, o sull'ultima pagina stampata;

Marmorizzato: Si dice di carte o pelli decorate con macchie e aloni che ricordano le venature del marmo. ;

Massimario: raccolta di massime e precetti su una data materia (da A. De Nino- Vocaboli nuovi, Vasto 1908). Dal Latino maxima (sententia) : di portata generale.;

Medaglione: Bozzetto o ritratto che uno scrittore fa di una persona nota (da. Petr. 1891).;

membranaceo: Dicesi di un codice (vedi voce) scritto su pergamena;

Menabò: Il progetto dell'impaginazione, che serve da guida all'impaginatore stesso, anche se è soltanto uno schizzo. Si chiama così una semplice realizzazione preventiva di uno stampato, che serve a comprendere quale sarà l'effetto complessivo del lavoro ultimato.;

Miniatura: genere di pittura per illustrare i codici membranacei (vedi voci) eseguita col minio (ossido salino, color rosso vivo) e altri colori vivaci (menz. Da D. Cavalca nel 1342 ca). Parola latina di orgine iberica (Hiber minum);

Miscellanea: Insieme di articoli, saggi e sim., relativi a uno o più argomenti, raccolti in un unico volume (menz. Da Lorenzo de medici nel 1492) Parola latina che tradotta letteralmente significa mescolare.;

Monografia: dissertazione su di un argomanto particolare o su di un personaggio di carattere storico, filosofico, letterario e sim. (da Marchi nel 1828);

Monogramma: intreccio delle iniziali o di alcune lettere di un nome proprio, usate come simbolo del nome stesso (da F. Buonarroti 1719) dal greco monogrammos (che ha una sola lettera);

Neretto: carattere tipografico con asta più scura ( Zingarelli 1925);

nervo- nervetto: rilievo a cordoncino sul dorso dei libri rilegati (da Zingarelli 1925);

Nota tipografica: le specifiche inerenti il tipografo quali luogo e data di stampa.;

Nuptalia: dal latino: testi scritti in occasione di nozze;

Occhietto o occhiello: pagina che precede l'antiporta ed il frontespizio dove è visualizzato il solo titolo dell'opera;

Occhio tipografico: è la parte superiore del carattere di piombo;

Opera omnia: complesso delle opere di un solo autore raccolte insieme (da G.I.Arneudo 1925). Termine latino che tradotto letteralmente significa: tutte le opere;

Opuscolo: Piccola opera. Libriccino di poche pagine. I raffinati lo chiamano plaquette, alla francese.;

Pagina: In libri quaderni e sim. Faccata del foglio ( menz. Da A. fiorenzuola 1525) dal latino pagina(m) : pergolato di viti, poi colonna di scrittura , dal verbo Pangere : conficcare;

paginatura: numerazione delle pagine (C. Cattaneo 1849);

Palinsesto: manoscritto antico su pergamena, nel quale la scrittura sia stata sovrapposta ad altra precedente raschiata o cancellata (da P. Giovio sec. XVI-XVII) dal greco Palimpsestos: raschiato di nuovo;

Pamphlet: Opuscolo di contenuto polemico. ;

Pelle: tonaca, crosta, rivestimento o stato superficiale di (una legatura) (menz. Da Dante nel 1321). Nel campo delle arti legatorie sono utilizzate per il rivestimento del dorso (vedi voce) e dei piatti (vedi voce) differenti qualità di pelle conciata , tra le quali. Bastarda: Incrociata tra il montone e la capra d'India; di coccodrillo; di marocchino: pelle di capra conciata, lavorata a grana e rilevata, di grande pregio artistico; Montone (vedi voce bazzana); di scrofa (vedi voce. Legatura all'olandese); di vitello;

percallina: tessuto molto leggero, usato per il rivestimento della legatura;

Pergamena: pelle di agnello, pecora o capra, macerata in calce, indi essiccata e levigata, usata un tempo per scrivervi sopra e ora per rilegature di lusso (menz. Da Arrighetto 1321). Voce latina;

Pesce: In tipografia: salto di composizione (da D'Alb. 1803. Lasciatura);

Piatto o specchio: ciascuno dei due cartoni di una copertina (da Fanfani-Arlia 1890);

Piede: la parte bassa del dorso;

Plaquette: Opuscolo, libretto di poche pagine;

Postilla: Commento manoscritto al testo che gli antichi lettori apponevano al margine o tra le righe. Può essere molto importante ed interessante.;

Privilegio: liberatoria esclusiva rilasciata da un'autorità locale , che garantisce ad uno stampatore l'escusiva di stampare una determinata opera nel territorio locale. Il privilegio fu utilizzato fino alla fine del XVIII sec.;

Pseudonimo: nome fittizio (1821 bonav.) agg.di "testo letterario noto o pubblicato con nome diverso da quello vero di chi lo ha scritto (da G. Melzi, 1848) dal greco Pseudos : falso;

Punta: vedi angolo;

Puntasecca: tecnica d'incisione con cui s'incide la lastra direttamente con una punta d'acciaio. Dal francese Pointe seche (1765);

Punto tipografico: unità di misura dell'altezza e del corpo del carattere;

Quaderno: fascicolo di quattro fogli;

Ramatura: si ottiene ricoprendo con un sottile strato di rame i cliches destinati a forti tiratura;

recensione: esame critico di un'opera nuova, con giudizio sul suo valore e sul pregio (da Tommaseo bellini 1872);

recto: facciata anteriore di un foglio;

Refuso: Errore di stampa.;

registro vedi segnatura: ;

ribalta: cosi come il fermaglio, ma in cuoio.;

Richiamo: segno che uno scritto richiama ad un'altra pagina, più precisamente , l'ultimo termine impresso alla fine di una pagina , riportato all'inizio della pagina successiva (il sistema è stato utilizzato dagli stampatori fino alla fine del XVIII secolo) (menz. Dal vocab. Della Crusca 1729-38);

Rilegatura: da Rilegare: mettere una copertina definitiva , spesso lussuosa ed artistica, ad un volume (G. Galilei, 1642)dal latino re- ligare: legare dalla parte opposta;

Rililatura: dal verbo rifilare: tagliare a filo. Atto o effetto del rifilare (da Plazzi 1939-1940). Nel campo legatorio è l'operazione che permette di allineare e pareggiare i tagli delle carte;

Risvolto o Bandella: nell'accezione del lavoro legatorio è la piegatura all'interno del lembo esterno della copertina (Dal Diz. Enc. 1949);

Rotella - Rullo: E' l'arnese cilindrico dove all'esterno sono incisi dei motivi decorativi, utilizzato per imprimere ornamenti sulle legature;

Scolio: chiosa, annotazione (nell'accezione bibliografica è l' annotazione di studioso ai margini bianchi delle pagine di un libro) dal greco scholion, col der. Di scholiastes: da schole: scuola;

Scompletazione: opera stampata in più volumi , della quale al possessore manca uno o più di tali volumi.;

Scriptorium: La sala nella quale gli amanuensi eseguivano il loro lavoro di scrittura.;

Segnatura: numero, lettera e sim. che in un volume indica l'esatta progressione dei blocchi di pagine, che sono state stamapte in un unico foglio, poi piegato e legato (menz. Da Manuzzi nel 1865) .;

Silografia o xilografia: tecnica d'incisione in cui si asportano dalla faccia piana di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno (da marchi 1841) dal francese xylographie (1771 tecnica d'incisione). . L'incisione xilografica fu utilizzata in Cina probabilmente già dal VII secolo, l'arte xilografica orientale raggiunse il suo apice nel XVII secolo con la diffusione anche in occidente degli Ukiyo-e (stampe giapponesi);

sovraccopperta: foglio stampato posto a protezione della copertina;

Spalla: nella parte superiore di un carattere tipografico, parte non occupata da una lettera (da Carena 1820);

Specimen: saggio, campione, pagina o fascicoletto di saggio di un'opera distribuito a fini pubblicitari (diz. Enc. 1960) voce inglese del 1610;

Stampa: "impronta" (menz. Da dante nel 1321). Particolare tecnica che permette di riprodurre uno scritto, un disegno e sim. in un num. illimitato di copie uguali partendo da un'unica matrice (volg. Stanpa, menz. Da ferraiolo nel Xv sec.) . Termine di derivazione dal francone stampon: pestare;

Taglio: i tre lati esterni di un libro non cuciti dalla legatura;

Tassello: nell'accezione legatoria, e la parte rettagolare o quadrata in pelle ,applicata sul dorso della legatura, dove è stampato il titolo del libro;

Tavola-tavola fuori testo: pagina, foglio di un libro con illustrazioni, figure riproduzioni e disegni (menz. Da G. Ruscelli nel 1566). Per tavola fuori testo si intende di solito una "tavola" inserita dal tipografo, bianca al verso, esclusa dalla paginatura (vedi voce) del libro.;

Testa: Lato superiore di un libro.;

Testatina: Fregio decorativo che si trova all'inizio di un testo o di una parte di questo (ad esempio all'inizio dei vari capitoli, o anche dei paragarafi ecc..). Spesso è lo stesso fregio usato per i finalini. ;

Testo: Qualunque scritto di un autore, prescindendo da note, chiose o traduzioni (menz. Da dante 1304-1308);

Tomo: sezione, parte di un'opera a stampa (da M. Buonarroti il giovane 1612) dal greco Tomos, deriv. Dal verbo temnein: tagliare;

Torchio: la prima e più semplice macchina da stampa (da M. Buonarroti il giovane 1621) dal latino torculu(m) : agg. che serve a torcere.;

Umbone: piastra metallica posta al centro del piatto;

Unghia: Bordo interno del piatto, oltre lo spessore dei fogli;

Variante: in filologia: parola o frase che due testi di una stessa opera riportano in modo diverso (da Tommaseo Bellini 1879);

Velina (carta): tipo di pergamena più bianca e delicata della pergamena normale (da P. Giordani 1818), di solito la carta velina viene posta come protezione alle tavole (vedi voce) inserite in un libro;

Vergella: filo metallico, che teso con altri, forma la trama necessaria a trattenere l'impasto della carta.;

verso: lato posteriore di un foglio.;

Vignetta: dal francese vignette, temine collegato ad ornamenti a forma di tralci di vite, dal precedente termine francese "Viticio" che l'Oudin traduce in vignette d'un livre (1640). In origine fregio a forma di foglia o tralcio di vite, poi "incisione che serve ai tipografi per ornamento delle stampe, ed usasi segnatam. al principio od al fine dei libri o dei capitoli, ed in capo e file delle pagine. . ." (A. Guadagnoli 1840).;

Zibaldone: quaderno (libro) con una miscellanea (vedi voce) di memorie, riflessioni ed appunti (B. varchi 1565). Parola di origine veneziana.;




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Traduzione in inglese a cura della Dott.ssa Agnese Rivieccio
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